Dalle routes – Gravine, murge e colline tarantine

[text_output]1 agosto. Route bagnata, route fortunata
Mottola (Taranto) – Piove, ma va bene così.  Con questo proposito i clan del Bari 12, Formigine 1 e Benevento 3 iniziano la loro Route nazionale. Sotto la pioggia. Ma il brutto tempo non scoraggia certo i circa 60 rover e scolte che con lo zaino in spalla e tanta buona volontà cominciano a camminare, per poi raggiungere la prima tappa dove piantare picchetti e tende. E, alla fine, della prima giornata la fortuna assiste i ragazzi, e finalmente il caldo sole pugliese si fa sentire.

2 agosto. Gravine rosmarino e trulli
Mottola (Taranto) –  I clan proseguono il loro cammino alla scoperta del territorio che li ospita. I ragazzi della Route 026 vengono accompagnati nella visita alle gravine pugliesi da guide apposite che descrivono loro anche la vegetazione circostante. Sotto il sole della Puglia, inevitabile non dedicare attenzione all’inebriante profumo di rosmarino, timo e origano.
Dopo 10 km di curve e rettilinei, i clan arrivano alla loro terza tappa: un’oasi del Wwf situata in una masseria (donata all’ente da privati) di circa 100 ettari di terra, circondata da antichi trulli e stalle.

3 agosto. Traversata delle murge
Mottola (Taranto) –  Dopo le visite naturalistiche e dopo aver dormito in tenda durante la prima notte e in accantonamento in un liceo durante la seconda, i clan Bari 12, Formigine 1 e Benevento 3 cominciano la traversata delle murge tarantine, ennesimo pezzo di strada che li porterà a raggiungere la meta finale della route mobile: Martina Franca, sede del Festival della valle d’Itria.

4 e 5 agosto. Finalmente Martina Franca
Martina Franca (Taranto) – Con 14 km in più e zaini sempre più pesanti i clan della Route 026 giungono nel luogo in cui lasciano la targhetta simbolo della route, con l’incisione della testimonianza non solo del loro passaggio ma anche della responsabilità che si assumono nel creare un futuro migliore. Il luogo, sito tra le colline tarantine, è chiamato Cristo Rendentore. Si tratta di un monumento costruito per il Giubileo del 1900 e composto da formelle che ogni anno vengono incise e ornate. Ben evidente la diversità della tecnica di incisione, sempre più evoluta e raffinata. Dopo una breve sosta, i clan riprendono a marciare alla volta di Martina Franca, una sorta di terra promessa per arrivare alla quale ci sono voluti quattro giorni e circa 50 km.
Qui i clan, divisi in pattuglie miste, lavorano sulla bozza della Carta del coraggio, un documento che verrà recapitato a San Rossore. Dopo le discussioni su questo argomento, la giornata si conclude con una grigliata di carni locali e musica, il tutto allestito nel chiostro del convento che ospita i ragazzi.
La stanchezza, poi, fa tutto il resto.

 Gabriella De Santis[/text_output]

[custom_headline type=”left” level=”h6″ looks_like=”h6″]
ROUTE 026     |    Bari 12    |    Formigine 1    |    Benevento 3
[/custom_headline]