Lampedusa un anno dopo

Un anno è passato dall’evento per rover e scolte “Riflessi in mare” organizzato dalla branca R/S della Sicilia a Lampedusa.

16 ragazzi provenienti da tutta la regione si sono confrontati con la realtà dell’isola. Hanno incontrato chi quotidianamente si adopera per salvare vite umane, con chi accoglie, salva, cura i tanti migranti che sbarcano stremati e nudi sulle coste dell’isola.

Un’esperienza forte, che non ha lasciato indifferenti i ragazzi, che li ha cambiati profondamente dall’interno.

A distanza di 365 giorni, purtroppo, le cose non sono migliorate nel Mediterraneo, ma nonostante questo, rimane forte e presente in questi giovani la speranza in un futuro che permetta ad ogni persona di vivere la propria vita dignitosamente. Un futuro dove gli uomini non siano costretti a morire in mare per non morire nella propria terra.

Abbiamo chiesto ai partecipanti dell’evento di lasciarci un loro pensiero ad un anno di distanza da quello che è stato molto più di un viaggio di scoperta.

 

I 16 rover e scolte partecipanti

 

Oggi, ad un anno esatto dalla mia esperienza a Lampedusa i sentimenti e le speranze che ho portato con me sono sempre le stesse. Il mio non vuole essere solo un ricordare ma è un urlo di dolore poiché tutto si ripete, i nostri fratelli continuano a morire nelle nostre acque e nulla pare sia cambiato. Anche oggi [25 Maggio ndr] l’ennesimo barcone é affondato. Nonostante tutto continuo a confidare nell’Europa e in tutte quelle persone che ogni giorno si impegnano a dare il massimo. 
Sara Valenti (Palermo 11)

 

Un barcone usato dai migranti

 

“Dintra un sacco na nuci nun fa scrusciu, ma tanti nuci si ” (dentro un sacco una noce non fa rumore, ma tante noci sì). Continuiamo a costruire ponti insieme, nella maniera che sappiamo fare meglio: aiutiamo chi ha bisogno mettendoci al suo servizio!
Chiara Scalisi (Salemi 1)

 

 

In un anno ho capito che basta poco per cambiare il mondo. Alle persone accanto a te occorre solo vedere la luce che brilla nei tuoi occhi per unirsi alla tua battaglia. In breve la voce di uno, diventa il grido di molti.
Alessia Caruso

 

Per descrivere questa esperienza basta dire che ogni volta che le mie orecchie odono “Lampedusa”, un brivido attraversa il mio corpo e tanti ricordi, parole, racconti riaffiorano in me. Lampedusa insegna, Lampedusa entra dentro! E allora mi viene da dire che determinate emozioni non vanno descritte e raccontate… solo vissute!
Giorgia Giangrande

 

La partenza da PozzalloL’esperienza e le emozioni, positive e negative, ma comunque molto forti, vissute a Lampedusa, entrano dentro e non possono che scuotere, “risvegliare”, ogni volta che riaffiorano.
“Il mondo si muove se noi ci muoviamo
si muta se noi ci mutiamo
si fa nuovo se alcuno si fa nuova creatura
imbarbarisce se scateniamo la belva che è in ognuno di noi.” (don Primo Mazzolari)
Queste parole rispecchiano perfettamente ciò di cui, da un anno a questa parte, sono fermamente convinta.
Elisa Cardillo

 

È passato un anno, ma nulla è cambiato. Ma grazie a questa esperienza ho ampliato le mie vedute e capito che c’è tanta gente che lavora perché tutto ciò non accada. Credo ancora dell’umanità.
Andrea Basilotta

 

La libertà è un diritto di tutti noi individui.
Non dobbiamo e non possiamo assistere, ancora oggi, a flussi di persone che sono costrette a lottare contro la guerra e ad affrontare viaggi disumani solo per essere liberi. Lampedusa ed i suoi abitanti rappresentano un’ancora di salvezza per tutti loro, un esempio che l’Europa ed il mondo intero dovrebbe seguire per far sì che tutto ciò possa, un giorno, essere solo una vecchia pagina di storia.
Rosario Campisciano (Caltanissetta 7)

 

Dopo un anno dall’esperienza di Lampedusa posso dire che la speranza non si è spenta, la speranza di riuscire a migliorare un po’ il mondo arde ancora.
Un ricordo che dopo un anno è più vivo che mai, un ricordo che comunque brucia perché oggi giorno si continua a sentire di morti e di naufragi; ma mi piace anche pensare che quell’evento non è mai finito, perché non si smette mai di servire e di cercare di scorgere un orizzonte migliore.
Claudio Fricano (Bagheria 4)

 

Ad un anno dalla mia esperienza a Lampedusa posso dire che che mi sento cambiata, cambiata in meglio . Sentire che, nonostante le difficoltà i migranti continuano a lottare per una vita nuova è sempre un’emozione indescrivibile . In questi mesi passati non ho fatto altro che pensare a Lampedusa, e ogni qual volta sentivo questa parola in televisione era come se una calamita mi attirasse per ascoltre ciò che si stava dicendo. Un’esperienza del genere, vissuta in un certo modo, ti cambia la vita, abbatte i muri e fa pensare a nuovi orizzonti.
NB: Prima di aprire bocca, vieni a Lampedusa, vieni a vedere con i tuoi occhi.
Teresa Lo Giudice

 

Da Lampedusa al Brennero

 

Foto di Gianluca Ermanno